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OCEAN / UNI

OCEAN / UNI ~ Secondo ciclo ~ "Immagina l’Oceano Secco come Lavanda”

Oltre l'aridità dei Mediterranei

Date
Bimensile il mercoledì 18.00-19.30
Biglietto d'ingresso
Gratuito
OPEN CALL

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LINGUA

Le sessioni si terranno in inglese

Con un titolo ispirato ai bellissimi versi della poetessa egiziana-libanese-francese Andrée Chedid (Imagine / La mer, / Sèche comme lavande)[1] il semestre primaverile 2023 di OCEAN / UNI si concentra sulle connessioni tra le politiche climatiche e i nuovi processi e modalità di colonizzazione del mediterraneo con una particolare attenzione al fenomeno del riscaldamento dei mari e la conseguente formazione di hotspot di biodiversità.

Il programma è sviluppato da TBA21-Academy in collaborazione con la ricerca della piattaforma curatoriale EX NUNC[2]. Nella sua prima edizione, "Imagine the Ocean Dry as Lavender" si è concentrato sul tema dell'aridità in relazione al Mar Mediterraneo e, per estensione, ad altre parti del mondo che stanno subendo processi di aridificazione e "mediterraneizzazione", in modo da immaginare possibili scenari planetari in un clima in rapido riscaldamento. In questo secondo ciclo, desideriamo approfondire le connessioni tra le politiche climatiche e i processi di colonizzazione del Mediterraneo.

Osservando da delle prospettive anfibie, possiamo notare che la desertificazione continua ad espandersi, sopra e sotto l'acqua. Ecco che l'Oceano/idrosfera e le terre aride appaiono in interazione continua piuttosto che in un rapporto di tipo dicotomico. Questa consapevolezza ci invita quindi a rimodellare e adattare le nostre narrazioni, a ripensare il concetto di deserto non come spazio sterile, privo di vita edi abitanti, che deve essere forzatamente bonificato, ripopolato e reso "produttivo", ma piuttosto ad uno spazio di resilienza e adattamento, un luogo stressato da una continua e necessaria ricerca solutiva, in risposta all'esaurimento delle riserve d'acqua dolce. La studiosa Samia Henni, per esempio, invita a lottare contro quel che lei definisce "regime del vuoto"[3], ossia quell'immaginaria concezione eurocentrica per la quale il deserto è intrinsecamente privo di vita e di conoscenza. Il tropo del "deserto vuoto" altro non è che un'invenzione colonialistica che rispondeva all'esigenza di un progetto storico basato su sfruttamento, estrazione e rasa al suolo[4].

Analizzare diversi casi mediterranei, in termini di di identificazione del processo neocoloniale, può aiutarci a riconoscere gli impatti della geoingegneria nella teoria e della modernizzazione ecologica nella pratica? Tale analisi, può essere il punto di partenza di una ricerca basata sui processi solutivi naturali e micro-rifugi?

"Il deserto e la desertificazione sono due concetti che possono attraversare in modo trasversale i campi della filosofia, letteratura, ecologia, politica e arte. Nonostante si tratti di figure chiave che infestano il nostro immaginario contemporaneo e definiscono le attuali politiche in relazione all'ecologia, le loro identità sono instabili, dinamiche, mai fisse e talvolta contraddittorie nonostante si tratti di grandi figure contemporanee che infestano il nostro immaginario e definiscono le politiche attuali in relazione all'ecologia", scrivono Ida Soulard, Abinadi Meza e Bassam El Baroni nel libro "Manual for a future Desert" (2022)[5]. Grazie al contributo di artisti, studenti, scienziati, attivisti e pensatori, questo semestre continua a esplorare le interconnessioni tra ontologie umide e spazi secchi, cercando di inquadrare una visione che si adatti sia al Deserto che all'Oceano, proiettando questa relazione chiave in uno spazio collettivo di ricerca. L'obiettivo è portare visioni specifiche - sia altamente localizzate che planetarie - su un terreno condiviso, dove il concetto di aridità diventi campo d'azione e possibilità dove ripensare a futuri abbondanti e comuni.

[1] Il titolo è preso in prestito dall'incipit di una poesia di Andrée Chedid, poetessa e romanziera egiziano-francese vissuta tra il 1920 e il 2011. Vedi: "Imagine", Andrée Chedid, 1968, in "Textes pour un poème", Flammarion, 2014, p. 259. Tradotto in inglese in "Women of the Fertile Crescent: An Anthology of Modern Poetry by Arab Women", da Kamal Boullata, Three Continents Press, 1978, p. 7.

[2] Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), un organismo delle Nazioni Unite creato nel 1988, si propone di far progredire le conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici causati dalle attività umane. Coordina gli sforzi di ricerca a livello mondiale e informa i governi sui possibili impatti e rischi naturali, economici e sociali del cambiamento climatico, trattando anche le possibili opzioni di risposta. Tra il 1990 e il 2022, l'IPCC ha pubblicato sei rapporti di valutazione completi (AR), l'ultimo dei quali (AR6) sarà completato nella primavera del 2023 con la pubblicazione del rapporto di sintesi.

[3]"Deserts are not Empty" a cura di Samia Henni, New York, Columbia Books on Architecture and the City, 2022.

[4] Su questi temi vedi: "Of Deserts and Decolonization: Dispelling Myths About Drylands", Diana K. Davis, The MIT Press Reader, 2020.

[5]"Manual for a Future Desert", a cura di Ida Soulard, Abinadi Meza and Bassam El Baroni, Nantes: Mousse Publishing, 2021.

COME PARTECIPARE

Il programma è rivolto ad adulti/e di qualsiasi provenienza e desiderosi di impegnarsi in conversazioni ecologiche, politiche, estetiche, etiche e scientifiche intorno al futuro dell'Oceano. Le sessioni sono tenute esclusivamente in inglese, quindi si raccomanda un buon livello di ascolto e di conversazione per garantire un'esperienza di apprendimento significativa.

Il curriculum è aperto a chiunque sia interessato ad approfondire la conoscenza, la comprensione e l'esperienza dei temi di ricerca sviluppati nel programma di borse di studio curatoriali The Current III "Mediterraneans: 'Thus waves come in pairs' (after Etel Adnan)". Il secondo ciclo di The Current III è guidato da Barbara Casavecchia come un esercizio transdisciplinare e transregionale di rilevamento e apprendimento, con il sostegno di progetti situati, pedagogie collettive e voci lungo le rive del Mediterraneo attraverso l'arte, la cultura, la scienza, la conservazione e l'attivismo.

OCEAN / UNI

Avviato da Daniela Zyman, OCEAN / UNI è un progetto collaborativo sviluppato da TBA21–Academy per istituti di istruzione superiore, ricercatori/trici indipendenti, professionisti/e e appassionati/e di Oceano che incoraggia la costruzione di una rete di vasta portata e lo sviluppo di una metodologia transdisciplinare. Istituito nell'autunno 2020, come parte delle attivazioni intorno alla mostra "Territorial Agency: Oceans in Transformation" curata da Daniela Zyman, OCEAN / UNI è concepito come uno spazio pedagogico che invita a pensare con l’Oceano come un modo per muoversi verso formulazioni più anfibie, oltre il binomio terra-mare.

Il formato di studio proposto ruota intorno a sessioni bisettimanali supportate da laboratori più piccoli, più intimi, ospitati digitalmente. Il programma è aperto a un gruppo di partecipanti pubblici pre-registrati, gruppi universitari, ospiti e moderatori collegati via Zoom, l'ocean comm/uni/ty e Ocean-Archive.org

ISCRIZIONE ONLINE

CALENDARIO

Mercoledì 1 febbraio, 18:00–19:30
Prima sessione
Prologue: For Future Deserts (and Seas)


Mercoledì 8 febbraio, 18:00–19:30
Seconda sessione
Building Utopia: Geoengineering, Megastructures, and Colonialities in the Mediterraneans
15 febbraio | ATTIVAZIONE

Mercoledì 22 febbraio, 18:00–19:30
Terza sessione
Dismantling Mythologies of Emptiness: Against Politics of Erasure and Extinction

1 marzo | ATTIVAZIONE

Mercoledì 8 marzo, 18:00–19:30
Quarta sessione
Hadean Breath: Healing, Toxicity and Geothermalism in Turkey's Aegean Region
15 marzo | ATTIVAZIONE

Mercoledì 22 marzo, 18:00–19:30
Quinta sessione
New Populations at Sea: Interspecies Communities and Extractivism in the Adriatic
29 marzo | ATTIVAZIONE

Mercoledì 5 aprile, 18:00–19:30
Sesta sessione
Umagining Mediterranean Futures: Beyond the Wet / Dry Divide

TEAM

Il semestre primaverile di OCEAN/UNI 2023 è curato e sviluppato da Barbara Casavecchia, scrittrice, curatrice indipendente ed educatrice, leader di The Current III "Mediterraneans: 'Thus waves come in pairs' (after Etel Adnan)"; Chiara Cartuccia, Curatrice Indipendente e Ricercatrice, fondatrice di EX NUNC; Pietro Consolandi, responsabile della ricerca OCEAN / UNI, artista e scrittore; al fianco di Aleksandra Czerniak, Progetti Digitali & Trasformation Manager & Transformation Manager; Michal Kučerák, responsabile della ricerca digitale; Petra Linhartova; Direttore Digitale e Innovazione; Fiona Middleton, Ricerca e Comunità; e Markus Reymann, direttore di TBA21–Academy. Progetto grafico: Lana Jerichová. Prodotto con cura dal team TBA21–Academy.

PARTNER ACCADEMICI 2023/2023

  • AA Architectural Association School of Architecture, Londra
  • Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, Italia
  • Università Ca' Foscari, Venezia, Italia
  • Columbia University, NY, Stati Uniti
  • GEO—DESIGN, Design Academy Eindhoven, Paesi Bassi
  • Hochschule Mainz: University of Applied Sciences, Germania
  • Future Places Centre, Lancaster University, Gran Bretagna
  • Institut Kunst, FHNW Academy of Art and Design, Basel, Svizzera
  • NTNU Norwegian University of Science and Technology, Norvegia
  • Salon Swiss / Bern University of Applied Sciences, Svizzera