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Veduta della mostra “The Soul Expanding Ocean #3: Dineo Seshee Bopape. Ocean! What if no change is your desperate mission?”, Ocean Space, Venezia, 2022.  Commissionata e prodotta da TBA21–Academy.

THE SOUL EXPANDING OCEAN #3

Dineo Seshee Bopape  — 

TBA21–Academy presenta la mostra personale dedicata all'artista Dineo Seshee Bopape a Ocean Space. La mostra fa parte di un programma espositivo biennale intitolato "The Soul Expanding Ocean" a cura di Chus Martínez, curatrice di Ocean Space per il 2021 e 2022.

L’opera di Dineo Seshee Bopape inizia con un viaggio alle Isole Salomone, da dove l’artista fa rotta verso le piantagioni del Mississippi fino alla Giamaica, per poi fare ritorno a casa, in Sudafrica. Il viaggio diventa un linguaggio grazie al quale le linee del tempo convergono e s’intersecano nello spazio delle acque. L'approccio di Bopape fonde indagine magica, curiosità storica, saggezza tradizionale, senso di e per l'illusione, immaginazione e speranza per creare un'opera sull'azione post-post-coloniale in dialogo con l’Oceano, come “essere”.

Con questa commissione l'artista muove un ulteriore passo verso il connubio tra la Terra e la memoria dell’Oceano. I materiali utilizzati da Bopape nelle sue opere insegnano al visitatore a comprendere che i tempi antichi e leggendari non appartengono al passato, perché l’epoca coloniale e dell’oppressione non è storia passata, come non lo sono distruzione e sfruttamento delle risorse. L’immagine simbolica della “nave fantasma” di schiavi immersa nell’Oceano viene utilizzata come chiave di lettura della complessa giustapposizione di materiali artistici e linguaggio, un’opportunità di stregare (e destrutturare) la vita contemporanea, contribuendo alla sua delicata trasformazione. Per Bopape, l'invisibile - come gli spiriti e le energie che muovono le azioni e ci connettono con l'ambiente che ci circonda - è centrale nelle sue opere video e con la realtà aumentata che attiveranno una presenza multiforme ad Ocean Space.

Bopape ha partecipato al secondo viaggio alle Isole Salomone organizzato da TBA21–Academy con la curatrice della mostra e all’epoca responsabile del programma di ricerca "The Current II", Chus Martínez. L'esperienza di Bopape dell’Oceano alle Isole Salomone ha dato vita a modi immersivi per creare connessioni tra questa nuova esperienza sensoriale, gli antenati, le vie degli schiavi e una pratica in grado di toccare il pubblico così come gli spiriti dell’Oceano hanno toccato l’artista. La commissione è inoltre ispirata a una residenza di ricerca presso l’Alligator Head Foundation, fondazione di conservazione marina giamaicana promossa da TBA21–Academy che vede la gestione dell'East Portland Fish Sanctuary e che s’incentra sulla confluenza tra scienza, arte e comunità.

Veduta della mostra “The Soul Expanding Ocean #3: Dineo Seshee Bopape”, Ocean Space, Venezia, 2022. Commissionata e prodotta da TBA21–Academy.
© Matteo De Fina

‘Immagina di vedere il mare con una pioggia torrenziale, alle Isole Salomone. Stai nuotando e, all’improvviso, ti ritrovi sotto un acquazzone scrosciante, così fitto, così potente, come mai t’è capitato prima. Ti abbassi leggermente sott’acqua, come a cercare rifugio. Strano, chi avrebbe mai pensato di doversi immergere sott’acqua per aver un tetto sopra la testa…! Con il naso a fior d’acqua, gli occhi assistono al motivo che milioni di gocce creano sulla superficie dell’Oceano. Eppure, nella loro bellezza, ricordano all’improvviso i segni lasciati dalle ferite sulla pelle. Milioni di vite sfregiate, colpite dalle armi, gettate alla morte nell’Oceano dopo patimenti inenarrabili’. - Chus Martínez

Dineo Seshee Bopape: Still da video, 2021 - 2022. “The Soul Expanding Ocean #3: Dineo Seshee Bopape” è commissionata e prodotta da TBA21–Academy.

DINEO SESHEE BOPAPE

Dineo Seshee Bopape. Foto: Matteo De Fina

Dineo Seshee Bopape è nata nel 1981 secondo il calendario gregoriano, nel 1974 secondo il calendario etiope, l'anno del gallo d'oro, di domenica. Se fosse stata ghanese, si sarebbe chiamata Akosua o, abbreviato, Akos. L’anno in cui nasce vede registrati 22 uragani nell'Oceano Atlantico e 4 cicloni nell'Oceano Indiano vicino al Mozambico. Umkhonto We Sizwe compie numerosi assalti clandestini contro lo stato dell'apartheid. Lo Zaire è il principale produttore mondiale di cobalto; in Cile viene istituito il Codice dell'acqua, che separa la proprietà dell'acqua dalla proprietà della terra; si tiene a Ginevra la Conferenza Internazionale delle ONG sulle Popolazioni Indigene e la Terra; Bob Marley muore; nell'Oceano Pacifico è visibile un'eclissi solare anulare; USA e Giappone sono in prima linea nell'industria mineraria dei fondali marini, Thomas Sankara va in bicicletta alla sua prima riunione di gabinetto; la tratta degli schiavi è ufficialmente abolita in Mauritania; Machu Picchu è dichiarato patrimonio culturale; la Nuova Zelanda riconosce 16 fiumi e laghi come "Eccezionali", proteggendoli per sempre. L'uragano Katrina porta inondazioni nei Caraibi. Un accordo Haiti-USA consente alla guardia costiera degli Stati Uniti di pattugliare il corridoio marittimo tra Haiti e Cuba. Si narra che le balene franche nate in quell’anno siano le più lunghe nate da allora. La nonna paterna dell’artista muore affetta da demenza. Altri eventi concomitanti nell'anno della sua nascita sono forse troppi per essere pienamente conosciuti: alcune cose sono continuate, alcune sono cambiate, altre sono finite, alcune sono iniziate, alcune si sono trasformate. All’epoca, la popolazione mondiale era di circa 4,529 miliardi. Oggi Bopape è una dei 7 miliardi e si definisce con molteplici aggettivi.

CHUS MARTÍNEZ

Chus Martínez è a capo dell’Art Institute presso la FHNW Academy of Arts and Design a Basilea, e curatrice 2021-22 di Ocean Space a Venezia, il centro di TBA21–Academy per la diffusione della conoscenza, la ricerca e l’attività di sostegno a favore delle tematiche oceaniche attraverso l’arte. Precedentemente, ha guidato il progetto "The Current" II (2018– 20), promosso da TBA21–Academy. "The Current" è l’ispirazione che ha portato ad Art is Ocean, un ciclo di seminari e conferenze presso l’Istituto d’Arte che analizza il ruolo degli artisti nel concepire nuovi modi per sperimentare la natura.

PIRELLI HANGARBICOCCA

Pirelli HangarBicocca è una fondazione non-profit di arte contemporanea, nata a Milano nel 2004. Si estende per circa 15.000 metri quadri su quello che fu un sito industriale ed è ora uno degli spazi espositivi più ampi d’Europa. Presenta importanti mostre personali di artisti italiani e internazionali, ideate per questa architettura unica. Dal 2012, sotto la direzione artistica di Vicente Todolí, la fondazione Pirelli HangarBicocca ha allestito mostre personali di Ragnar Kjartansson, Dieter e Björn Roth, Micol Assaël, Cildo Meireles, João Maria Gusmão e Pedro Paiva, Joan Jonas, Céline Condorelli, Juan Muñoz, Damián Ortega, Philippe Parreno, Petrit Halilaj, Carsten Höller, Kishio Suga, Laure Prouvost, Miroslaw Balka, Rosa Barba, Lucio Fontana, Eva Kot’átková, Matt Mullican, Leonor Antunes, Mario Merz, Giorgio Andreotta Calò, Sheela Gowda, Daniel Steegmann Mangrané, Cerith Wyn Evans, Trisha Baga, Chen Zhen, Neïl Beloufa e Maurizio Cattelan. Il programma espositivo 2022 comprende Anicka Yi, Steve McQueen, Bruce Nauman e Dineo Seshee Bopape.

Ogni mostra è accompagnata da una monografia dell’artista e da un programma pubblico di eventi. Oltre alle mostre temporanee, Pirelli HangarBicocca ospita due installazioni permanenti: la celebre opera site-specific di Anselm Kiefer, I Sette Palazzi Celesti 2004-2015, e l’imponente scultura di Fausto Melotti, La Sequenza (1981).