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Re-Stor(y)ing Oceania

Latai Taumoepeau, Elisapeta Hinemoa Heta  — 

  • Ingresso

    Gratuito

  • Data di apertura

  • Luogo

    Ocean Space

TBA21−Academy presenta Re-Stor(y)ing Oceania, la nuova mostra con le due ultime commissioni site-specific delle artiste indigene del Pacifico Latai Taumoepeau e Elisapeta Hinemoa Heta. Il progetto espositivo è a cura dell'artista di Bougainville Taloi Havini, che torna a Ocean Space dopo l’esposizione personale del 2021.

Accostando performance, scultura, poesia e movimento, la visione curatoriale di Havini è guidata da un metodo ancestrale di chiamata e risposta, che l’artista impiega come mezzo per ricercare solidarietà e affinità in tempi di incertezza, in cui vere e proprie minacce alla vita ci impongono di rallentare i ritmi, opporsi all’estrazione e avere riverenza per la vita degli Oceani.

Le isole del Pacifico sono tra le regioni più colpite dagli effetti nefasti del cambiamento climatico. I leader e le comunità indigene hanno promosso per decenni la richiesta di indagini più estese e una maggiore consapevolezza delle crisi che ne derivano. Havini collabora a stretto contatto con un comitato curatoriale con il quale promuove programmi pubblici incentrati sulle prospettive indigene di tutta l'Oceania, l'Australia e l'Asia-Pacifico e le loro diaspore.

Per le nuove commissioni, Havini ha invitato l'artista Latai Taumoepeau che utilizza faivā ("arte performativa") fondata sulle filosofie tongane di vā ("spazio") e tā ("tempo") relazionali per rendere visibile l'impatto della crisi climatica sul Pacifico.

L'importanza del canto per documentare poeticamente le storie e condividere valori e conoscenze nella terra natia di Taumoepeau (Tonga), sarà testimoniata attraverso una nuova opera corale il cui tema verterà sulla resistenza all'estrazione in alto mare. L'opera appena commissionata, "Deep Communion sung in minor (archipelaGO, THIS IS NOT A DRILL)", coinvolgerà il pubblico nel dare voce agli abitanti delle isole del Pacifico su questa tematica.

Le macchine scultoree e interattive installate negli spazi di Ocean Space offriranno al pubblico l'opportunità di partecipare a "Deep Communion sung in minor (archipelaGO THIS IS NOT A DRILL)" di Taumoepeau sia attivando l’installazione (atto che innescherà parte della partitura musicale) sia accomodandosi nell’arena circostante per assistere alle squadre sportive locali in performance con l’opera.

In relazione alla nuova commissione personale di Taumoepeau, sarà allestito uno spazio progettuale dal vivo immaginato in collaborazione con l'architetta wahine Elisapeta Heta, leader e promotrice del cambiamento Māori, Samoano e Tokelauano, la cui opera offre prospettive Māori e Pasifika sull'importanza del luogo da progettare e dell'identità culturale.

La risposta di Heta a questa mostra è la presentazione di una nuova installazione multisensoriale, "The Body of Wainuiātea", una rappresentazione del rituale e della cerimonia guidata dal concetto Māori di tikanga, che deriva dalla parola "tika", che significa "giusto" o "corretto", quindi agire secondo tikanga significa comportarsi in modo culturalmente corretto o appropriato.

Progettato per lo scambio e la collaborazione, questo spazio accogliente cercherà di utilizzare antichi modi di conoscenza e relazione attraverso la storia e il waiata ("canto") per ripristinare una maggiore consapevolezza delle connessioni atua ("gli dèi") al nostro Oceano, ristabilendo il tapu ("sacro") all'interno delle attuali campagne ambientali e scientifiche volte a proteggere la vita dei più grandi corpi d’acqua del pianeta. Tra i collaboratori figurano il dottor Albert Refiti, Hiramarie Moewaka e Rhonda Tibble.

"The Body of Wainuiātea", di Heta, fornirà uno spazio sicuro e accogliente per ristabilire una rete solidale. In occasione dell’inaugurazione e nel corso del 2024 questo spazio vedrà la programmazione di una serie di conversazioni, performance e azioni con il contributo di professionisti/e multidisciplinari.

La mostra Re-Stor(y)ing Oceania, che aprirà a Ocean Space nella primavera del 2024 in concomitanza con la 60. Biennale d'Arte Internazionale, è commissionata da TBA21–Academy e Artspace, Sydney, ed è prodotta in collaborazione con OGR Torino, hub di innovazione e arte

Biografie

S-D: Elisapeta Hinemoa Heta (foto: Jasmax), Taloi Havini (foto: Zan Wimberley), Latai Taumopeau (foto: Rhett Wyman)

Taloi Havini (tribù Nakas, popolo Hakö) è nata ad Arawa, nella Regione Autonoma di Bougainville, e vive a Brisbane, in Australia. La sua pratica di ricerca è ispirata ai legami matrilineari con la terra e le comunità di Bougainville e si manifesta in opere realizzate con mezzi diversi, tra cui fotografia, audio-video, scultura, installazione immersiva e stampa. Cura e collabora a piattaforme multi-artistiche utilizzando archivi, lavorando con le comunità e sviluppando commissioni a livello locale e internazionale. Conoscenza - produzione, trasmissione, eredità, mappatura e rappresentazione - sono temi centrali dell’opera di Havini, che l’artista indaga in relazione alla terra, all'architettura e al luogo.

Latai Taumoepeau (nata nel 1972 a Gadigal Ngura, Sydney, Australia) realizza opere d'arte dal vivo. La sua faiva (pratica centrata sul corpo) proviene dalla sua terra d'origine, il regno insulare di Tonga, e dal suo luogo di nascita, Sydney, terra dei Gadigal. Ha imitato, allenato e disimparato la danza, in più instituzioni, a partire dal suo villaggio, alla sala di una chiesa di periferia, alla discoteca e all'università. La sua faiva ("arte performativa") è incentrata sulle filosofie tongane di vā ("spazio") e tā ("tempo") relazionali; incrocia pratiche temporali antiche e quotidiane per rendere visibile l'impatto della crisi climatica nel Pacifico. Conduce movimenti e azioni ambientali urgenti per favorire la trasformazione in Oceania

Elisapeta Hinemoa Heta (Ngātiwai, Ngāpuhi, Waikato Tainui, Sāmoan, Tokelauan) è un'artista multidisciplinare, designer e madre che vive e lavora a Tāmaki Makaurau Auckland, Aotearoa Nuova Zelanda. La carriera di Elisapeta ha spaziato dall'architettura all'arte, dalla scrittura al cinema e alla performance, dall'insegnamento alla ricerca, dando vita a un ricco arazzo di lavori e progetti collaborativi incentrati su mātauranga ("conoscenze e modi di conoscere") e tikanga ("protocolli e cerimonie") indigeni. Lavorando attraverso una pratica multidisciplinare, Elisapeta cerca di creare esperienze che rendano visibili le nostre storie, molte delle quali sono state nascoste o erose, con particolare attenzione alla narrazione di storie indigene e wāhine ("donne").