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Ocean Fellowship 2020

CONTATTI

oceanfellows@tba21-academy.org

MENTORI

Barbara Casavecchia, Louise Carver

BORSISTI

Alexandra Boghosian, Pietro Consolandi, Elisa Giuliano, Joe Riley, Christantus Begealawuh, Ghost in the Field, Fiona Middleton,Pietro Scammacca

Gli otto borsisti e i due mentori selezionati per il programma di Ocean Fellowship 2020 sono: Alexandra Boghosian, glaciologa; Pietro Consolandi, artista, scrittore e curatore; Elisa Giuliano, ballerina, ricercatrice e architetto; Joe Riley, artista, ricercatore e uomo di mare; Nchongayi Christantus Begealawuh, borsista in Global and Area Studies: Peace and Security in Africa; Ghost in the Field, gruppo di ricerca interdisciplinare con sede in Tailandia; Fiona Middleton, ricercatrice e scienziata marina e Pietro Scammacca,ricercatore e curatore. I borsisti sono seguiti da Barbara Casavecchia, scrittrice e curatrice indipendente a Milano, dove insegna all’Accademia di Brera (Dipartimento Visual Cultures e pratiche curatorali), e Louise Carver,geografa critica presso la Lancaster University nel Regno Unito.

Ocean Fellowship si svolge nel corso di tre mesi attraverso un Ocean Curriculum unico e non predefinito. Il programma intende promuovere conoscenze accurate e al contempo alternative, nonché un ‘apprendimento approfondito’ per stare al passo con i cambiamenti in atto negli oceani durante il cosiddetto Antropocene, l’attuale epoca storica della Terra caratterizzata da bruschi cambiamenti ambientali causati dall’attività umana. Gli oceani svolgono un ruolo fondamentale nel controllare i cicli biogeochimici che influenzano il clima. È pertanto essenziale pensare a nuovi modi per palesare i cambiamenti radicali che stanno subendo gli oceani e che spesso sono ignorati, se non volutamente rimossi, dalla sfera pubblica.

Ocean Curriculum scaturisce dal programma espositivo annuale “Oceans in Transformation” di Territorial Agency, inserendosi, al contempo, nello stesso. Grazie all’impegno diretto con Territorial Agency, i borsisti possono dedicarsi completamente alla ricerca e ai materiali alla base della produzione artistica. Come modalità di apprendimento, il programma offre ai borsisti l’opportunità di teorizzare, tracciare e mediare pubblicamente progetti artistico-scientifici elaborati da TBA21–Academy.

Procedendo lungo una struttura orizzontale ma supportata, il Curriculum si snoda all’interno, intorno e attraverso la mostra “Oceans in Transformation” presentando il programma di borse di studio come una pratica pedagogica artistico-scientifica innovativa. Contribuendo e ampliando la conoscenza e il dibattito inerente la mostra, la borsa di studio inverte il ruolo di mentore e studente, artista e osservatore. I borsisti hanno l’opportunità di interfacciarsi e ispirarsi a ogni elemento del programma curatoriale, istituzionale e di ricerca di TBA21–Academy, che si pone come risorsa di sapere in evoluzione e laboratorio sperimentale.

Nel corso del programma, i borsisti si dedicano ad attività di condivisione e mediazione attraverso format diversi, quali conversazioni interne, gruppi di lettura, ricerca sul campo e archivistica presentazioni pubbliche, produzioni multimediali e interazioni con il pubblico. Inoltre, i borsisti contribuiscono a organizzare i Messy Studio, una serie di incontri e summit concepiti da Territorial Agency, i cui intellettuali e professionisti degli oceani di ambiti diversi discutono soluzioni dirette, superando i rispettivi limiti territoriali e disciplinari e coinvolgendo direttamente il pubblico. In tutte queste attività collaborative, i borsisti sono guidati all’elaborazione dei propri programmi di ricerca individuali e presentati a istituzioni, associazioni e professionisti di rilievo sia a Venezia sia a livello internazionale. I borsisti sono spronati a contribuire con brevi saggi, scritti, visual o altre forme di contenuto che tracciano l’evoluzione della loro ricerca su Ocean Archive, in modo tale che contributi e risultati della borsa di studio formino le basi dalle quali i gruppi successivi partiranno e che svilupperanno ulteriormente.

BORSISTI

Alexandra Boghosian, laureata e attualmente dottoranda in glaciologia presso il Department of Earth and Environmental Sciences alla Columbia University. Si occupa, in particolare, di tecnologie emergenti ed esperienze immersive attraverso la comunicazione e il confronto con dati scientifici, e studia come scienza, architettura, arte e design possano ridefinire, insieme, l’impatto del genere umano sul rapido cambiamento delle coste e dell’entroterra. La sua ricerca approfondisce le idee presentate dal progetto “Greenland Rising,” che analizza gli ambienti naturali, sociali ed edificati della Groenlandia a fronte dei cambiamenti delle sue coste.

Nchongayi Christantus Begealawuh è dottorando con un programma di dottorato congiunto in Global and area studies: peace and security in Africa presso l’Università di Lipsia e presso l’Institute for Peace and Security Studies, dell’Università di Addis Ababa. Ha conseguito una laurea magistrale con il programma summenzionato e un diploma di laurea in giurisprudenza presso la University of Buea, in Camerun. La sua ricerca focalizza lo spazio marittimo africano e affronta temi quali sicurezza marittima, economia blu, migrazioni via mare, cambiamento climatico e oceani da una prospettiva politica. È consulente presso Oxfam International. Nell’ambito del programma panafricano sostiene l’impegno di Oxfam per la pace e la sicurezza in Africa da luglio 2018.

Pietro Consolandi è artista, scrittore e curatore con una formazione in teoria politica (laurea magistrale MSc presso la University of Edinburgh) e arti visive (laurea magistrale MA presso l’Università IUAV di Venezia). La sua attività è volta a trovare punti di contatto tra queste due discipline. Le sue opere recenti hanno affrontato tematiche inerenti l’Antropocene e la sorprendente accelerazione del cambiamento climatico, analizzando le ripercussioni critiche dello stadio avanzato del capitalismo sul mondo attraverso l’azione caotica e lo sviluppo irresponsabile. Anzitutto quale membro del collettivo di artisti “Barena Bianca”, la sua ricerca utilizza l’arte come tattica di resistenza a Venezia, evidenziando come le reti globali di ricerca e attivismo siano essenziali per capire e affrontare questioni di carattere ecologico e, al contempo, sociologico.

Elisa Giuliano è ballerina, ricercatrice e architetto. Attualmente impegnata principalmente come ricercatrice e designer espositivo, prosegue anche l’attività parallela di architetto e coreografa. Dal 2018 sviluppa un progetto di ricerca sui sistemi di laboratorio e sul controllo del corpo femminile. Basato su un case study storico del lavoro in fabbrica in Italia, il progetto indaga la fisicità della forza lavoro femminile e la natura patriarcale del capitalismo. Ha inoltre esaminato il ruolo dell’architettura moderna quale strumento di controllo dei corpi nel contesto più ampio della produzione capitalistica. In qualità di membro dell’Open Design School, è stata responsabile di ricerca, design espositivo e produzione per diversi progetti a Matera, Capitale europea della cultura 2019.

Ghost in the Field (GiF) nasce dalla necessità di affrontare questioni urgenti nel contesto tailandese e dal desiderio di una interconnessione radicale. Il gruppo di ricerca GiF intende intrecciare nuovamente legami disciplinari, figurativi e metaforici, maturati dalla ricerca sul campo, con un repertorio di conoscenza corporea. Concepito con metodi antropologici (e la sua critica), con la sua prima impresa il GiF si addentra nei villaggi di pescatori del distretto di Chana, nella provincia di Songkhla, nel sud della Tailandia. Il gruppo di ricerca GiF è attualmente composto da Jeanne Penjan Lassus, Kantida Bussaba e Palin Ansusinha. Avviato e monitorato da Judha Su, è sostenuto da Ghost Foundation e OPEN FIELD.

Fiona Middleton ha una formazione accademica in geologia e scienze marine ed esperienze di ricerca che spaziano dall’inquinamento da petrolio, gas e navigazione al diritto marittimo, nonché un’ampia conoscenza tecnico-scientifica dei processi marini e dell’industria marittima. La geografia critica l’ha spinta ad approfondire letture riguardanti lo spazio oceanico e il modo di viverlo, gestirlo e valorizzarlo. Middleton ha conseguito una laurea magistrale in geologia e sta attualmente ottenendo la sua seconda laurea magistrale MSc in scienze marine. La sua tesi di ricerca è incentrata su materialità, volume e portata dei fondali profondi rispetto all’estrazione mineraria d’alto mare. Si dedica altresì all’esplorazione del binomio mare-terra e della vita delle infrastrutture umane sul mare.

Joe Riley è artista, ricercatore, uomo di mare e dottorando in Storia dell'arte e pratica artistica presso la University of California a San Diego, dove fa parte anche del programma di ricerca ambientale interdisciplinare presso lo Scripps Institution of Oceanography. Il suo lavoro indaga come gli oceani siano stati a lungo fonte di tecniche culturali e visive che mediano la coproduzione di mondi umani e non umani. Riley ha conseguito una laurea BFA presso la Cooper Union (2013) e ha insegnato presso la Cooper Union School of Art, lo Stevens Institute of Technology e la Bruce High Quality Foundation University. La sua produzione collaborativa con il collettivo Futurefarmers ha trovato ampia esposizione, tra cui la VII Artes Mundi (2016) e la XIII Biennale di Sharjah (2017).

Pietro Scammacca ha conseguito un diploma di laurea BA in Storia dell’arte presso il Goldsmiths, University of London, e una laurea magistrale MA in Arte concettuale globale presso il Courtauld Institute of Art con una tesi incentrata sui concetti di animalità nell’arte concettuale italiana. I suoi interessi di ricerca si rivolgono agli studi postumanisti e alle ecologie critiche, in particolare alle nuove filosofie materialiste. È fondatore di UNFOLD, organizzazione culturale non-profit con sede in Sicilia che mira a veicolare nuovamente la cultura barocca attraverso progetti artistici.

MENTORI

Barbara Casavecchia è scrittrice, curatrice indipendente e docente a Milano. Dal 2011 insegna presso il Dipartimento di Visual Cultures e pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera, a Milano. Insieme ai professori Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi, ha promosso e coordinato il seminario di ricerca Politics of Sexuality (Politiche della sessualità) e il progetto Colonialities and Visual Cultures (Colonialità e culture visive) in Italia, nonché un seminario di ricerca, un workshop con l'artista Alessandra Ferrini, programmi pubblici, una mostra collettiva intitolata “Amnistia,” e un volume (in uscita con Edizioni Mimesis) con contributi, tra gli altri, di Gaia Giuliani, Angelica Pesarini e Neelam Srivastava. Collabora alla rivista Friezee ancora a art-agenda, ArtReview, D/La Repubblica, Flash Art, Mousse, Nero, e Spike.

Dr. Louise Carver è geografa critica e indaga il modo in cui il sapere scientifico s’interfaccia con la politica attraverso sistemi sociali e ambientali. La sua ricerca, scrittura e attività in genere s’ispirano alla teoria sociale, alla critica istituzionale e ai metodi etnografici, considerando parallelamente arte e design critico quali metodi sperimentali. Louise lavora con modalità che tentano di superare la critica, tracciando geografie esistenti e possibili di speranza e affermazione come modi per costruire il mondo. Ha conseguito un dottorato PhD presso il Leverhulme Centre for the Study of Value a Birkbeck, University of London, con una specializzazione in teorie del valore ed ecologia politica della cosiddetta ‘green economy’ in relazione alla biodiversità. Louise è attualmente ricercatrice onoraria presso il Lancaster University’s Environment Centre e borsista parlamentare-accademica britannica per il 2020. Collabora alla stesura del collettivo pubblicato in forma itinerante Temporary continent, nell’ambito dell’Anthropocene Curriculumdi Haus der Kulturen der Welt. Tra le altre pubblicazione, Louise sta lavorando alla stesura di un volume sugli artefatti diagrammatici e istituzionali che delineano e interrompono la logica della compensazione ambientale, dal titolo provvisorio Casting Netted Natures: Cartesian Coordinates of ‘Green’ Capitalism.